Ale’ Ale’ Ale’ Ippratooo!

 

Ale’ Ale’ Ale’ Ippratooo! E’ il momento piu’ bello. Pochi o tanti che siano (meglio la seconda opzione) tutti ossessivamente cantando Ale’ Ale’ Ale’ Ippratooo! Coinvolgente, favoloso. Che sempre accompagnera’ la mia vita da tifoso.

Tutto comincio’ a meta’ anni ’80, sinceramente non ricordo qualcosa di piu’ preciso. Chi tifava Juve, chi Fiorentina e cosi via, come tutti i ragazzi a cavallo del primo decennio di vita. “Tutto il Calcio minuto per minuto” era la colonna sonora dei pomeriggi domenicali, giocando a pallone. A seguire 90° minuto. Il solo calcio da vedere era la serie A. Pero’ ogni domenica c’erano i risultati, e c’ero questo Prato che giocava con Padova, Ancona,Reggiana,Monza… Mi incuriosiva. Ma non sapevo dove giocava, e quella C1A mi diceva veramente poco o niente, come del resto ai miei amici.  Successe che sotto le feste di Natale una specie di bis-zio con bis-cugino mi portarono a vedere un’amichevole al LungoBisenzio, comprandomi pure il guancialino AC Prato. Non ho molti ricordi di quella partita, dell’ambiente. Ma rimasi male perche’ pensavo che allo stadio ci fossero gli altoparlanti per diffondere la cronaca della partita in diretta! Era per me tutto oscuro.

Erano pero’ i tempi del famoso diario dell’AC Prato distribuito nelle scuole. E ragionando qua e la scoprii che altri amici sapevano che c’era questo Prato. Da allora le domeniche in casa iniziavano, qualunque ora iniziasse la partita, alle ore 13:35 quando prendevo l’autobus Cap numero 1. Fermata in Piazza delle Carceri, e da li a piedi fino al LungoBisenzio.

Eravamo tutte “mezze cartucce”. E incamminandoci ogni volta dalle strade laterali arrivavano altri tifosi del Prato. Ci sentivamo grandi anche noi, partecipi, pur conoscendo poco o niente dei giocatori, insomma, eravamo ancora lontani dal sapere chi fosse il numero 2 o il numero 4 e quali erano i giocatori validi dell’altra squadra.

Era bello passare dal Bar Europa. Era bello arrivare e tante volte, specie con la partita che iniziava alle 14:30, vedevamo lo stadio gia’ pieno. E man mano che scendevamo la discesa dell’accesso ospiti di oggi eravamo felici. Il nostro posto era fisso nella maratona, dove venivano sistemati i tifosi ospiti, e quante monetine abbiamo raccattato. Tante volte stavamo veramente stretti. E vedevo molta gente adulta che conoscevo di vista. C’eravamo tutti. E quando mancava qualcuno di questi lo cercavamo con gli sguardi, perche’ non doveva mancare alla festa.

Le domeniche fuori casa invece sapevo del Prato solo a 90° minuto. Non immaginavo che ci fosse una radio che dava il Prato.

I ricordi iniziano a farsi lucidi dalla stagione 87-88. E tristi. Se fino ad allora non riuscivo ad immaginare la localizzazione di una Serie C1 girone A capivo benissimo invece che il Prato rischiava di andare in B! Sono stato 2 anni di fila, con mio fratello, a fare tabelle promozione, a far di tutto perche’ il Prato arrivasse secondo. Le ultime 7-8 giornate di campionato le passavo cosi, il Prato doveva per forza finire in B.

Non successe. Pero’ intanto scoprivo TV Prato 39. Crescevo e diventavo allo stesso tempo malato. Andavo a guardare gli allenamenti anche le mattine che c’era lo sciopero per le balene o per qualcos’altro.

Le sconfitte di Trento e l’anno dopo di La Spezia e Reggio Emilia erano solo intoppi di una promozione che era solo rimandata. Perche’ il Prato era forte. Lo stadio sempre pieno. La citta’ era compatta ed unita. Altri tempi.

Iniziai ad avere idoli da riproporre giocando ai giardini. Ma non ero sempre lo stesso. Erano troppi quelli a cui mi sono affezzionato: Rossi, Di Stefano,Landi, Guerra, Righetti,Ceccaroni, Paci, Labadini,Biffi,Marchini… ognuno di loro aveva qualcosa di piu’. E quando mancavano mi chiedevo sempre chi sarebbe stato il sostituto ma soprattutto se ne sarebbe stato all’altezza.

La cronaca di queste due volte che sfiorammo la B e’ storia per chi ha vissuto quelle emozioni. Cio’ che non potro’ mai raccontare e’ la Coppa Italia con le partite contro Roma, Como, Sampdoria. Beatamente stavo al mare, inconsapevole di cio’ che mi sarei perso. Speranzoso pero’ di vedere le immagini sui programmi RAI. Cosa che mi sembra non avvenne.

E di quei tempi leggevo di un Prato in vendita a 100 Lire. Strano. 100 Lire e nessuno lo compra… Capii dopo che diversi idoli presero la strada per altre piazze, La Spezia in primis (mitica la maglia con sponsor Arbre Magique).

L’anno della retrocessione dopo spareggio a Ferrara fu la prima delusione vera. Valentino Spelta regalo’ al Prato la vittoria alla penultima giornata contro l’Alessandria, praticamente condannandola alla C2. Da convinzione di tutti (e dai miei calcoli che continuavo a fare…) eravamo praticamente salvi. Tutti sanno invece come ando’ a finire con Ulivieri e Modena-Vicenza. I “mangia-gatti”, salvi dopo lo spareggio di Ferrara, presero altre strade, vincendo pure una Coppa Italia… Ferrara che impegni scolastici mi portarono a disertare. Vedendo tutti i maggiorenni che andavano via da scuola alle 10:30, 11:00 del mattino, con auto-giustificazione, per andare a prendere il treno.

Fu un triste giovedi. 2 giorni dopo iniziava la favola di Italia 90…

Oltre a ricordare volentieri questi anni, e’ in me notevole la convinzione che nel Prato giocassero uomini prima che giocatori. Gente attaccata prima alla maglia, simbolo della citta’. Erano i miei gladiatori. I nostri campioni.

Nel bene o nel male anche gli anni di triste C2 sono andato spesso. Molte volte non raggiungendo neanche i 300, 400 spettatori.

Una doppietta di Peccini a Pistoia nel 91-92, con relativa vittoria, fu’ la mia prima trasferta.

L’anno dopo la promozione la sentii veramente mia. Quando il Prato giocava lontano ci ritrovavamo con la radio a sentire il Presenti. Sempre in quell’anno ricordo di un Gualdo che vinceva a Prato 1-0 alla fine del 1° tempo. Eravamo ai giardini, e ricordo precisamene che dissi agli altri “Il Prato ha bisogno di noi!” Prendemmo i motorini e andammo al LungoBisenzio. Il Prato vinse 3-1 ed esordi un tal Brunetti Alessandro…

Dal 92-93 al 96-97 fu tutto un’alternarsi di emozioni. Stadi nuovi, ma soprattutto stadi veri. Come Ferrara (ci sono stato 6 volte…), come Bologna. La prima ed unica schedatura fatta dalle forze dell’ordine, che mi presero a caso dicendomi che avevo la faccia sospetta…

E il fatto che ogni volta che eravamo al LungoBisenzio alla fine del 1° tempo facevo una conta approssimativa di quanti eravamo, azzeccandoci quasi sempre. Ma soprattutto con il tempo iniziavo a capire anche come funziona il calcio, carpendone anche i lati che di sportivo hanno poco o niente. Dal 92-93 iniziai anche a scrivere quali partite avevo visto. Da allora, di solo campionato, sono attorno alle 160. Considerato amichevoli e Coppa Italia, nonche’ gli anni precedenti al 92-93, beh, fate voi, ma si va’ verso le 250 partite viste…

Il 97-98 fu l’addio al LungoBisenzio. Dopo la partita di ritorno dei play-out giurai (come tanti… ma come si fa’ a giurare nel calcio? E’ impossible!) che non avrei piu’ rimesso piede allo stadio.

Ovviamente tutto cio’ lo feci valere per la stagione seguente. Ma il giocarsi la promozione a Modena con l’Albinoleffe fu troppo forte.

Ed e’ di questo periodo che comunque ri-iniziai a pensare che in fin dei conti il Prato ed il calcio erano solo giochi. E che scaricata la voglia e la tensione nel vedere una partita, questa comunque finiva. E che al 90° tornavamo tutti alla vita! Da allora non mi incazzo piu’, anche se ce ne sarebbe di motivi per farlo.

Il resto e’ storia recente. Tornai l’anno dopo per vedere SuperMac che segnava sempre, come fui presente a Reggio Emilia. Come l’anno dopo che guardai piu’ partite di Coppa Italia Serie C, compresa la storica partita di Lumezzane, che di campionato.

E come non dimenticare le domeniche della rincorsa all’Alessandria 01-02, con tutte le domeniche che guadagnavo punti. Come non dimentico il brusio di Prato-Valenzana….Brusio, mi girai e piano piano tutti quelli in tribuna si alzavano festanti: il Novara stava vincendo con l’Alessandria. La C1 era ad un passo!

2002-03 e 2003-04 le abbiamo tutti sotto gli occhi.

 

Passione allo stato puro. Malattia. Boh. C’e’ gente sicuramente piu’ “malata” di me. Ognuno ha una sua storia. Puoi cambiare ragazza o moglie. Ma il Prato, purtroppo o fortunatamente, una volta conosciuto ti entra dentro. E non c’e’ verso di farlo uscire.

Mi piace la definizione “sfigati”. Siamo sfigati. Ma orgogliosi.

 

Mi fermo qui. Forse qualcuno si sara’ anche annoiato.

Fra Campionato e Coppa Italia ho visto le partite da ogni settore, compreso quelli in legno lato Bisenzio che non esistono piu’.

Ma c’e’ una cosa che mi da un’emozione favolosa. Stare alla rete, girarmi e vedere tutto il lato ferrovia pieno. Spero accada presto.

Se non l’hai fatto mai… alla prossima occasione pensaci!

 

F.P. 26 Luglio 2004