Il Prato, la mia squadra del cuore

 

Avevo 6 anni quando il mio babbo mi portò a vedere la prima partita del Prato al Lungobisenzio; un caldo allucinante, le tribune di legno stracolme di gente appassionata, le sciarpe biancazzurre, l'odore delle noccioline; ebbene sì, lo stadio era ed è anche odori, colori e sensazioni particolari.
Mi ricordo, per quel poco che ho in mente di quell'anno, che esultavo ed agitavo la bandierina del Prato in ogni momento, tanto che mi dicevano "aspetta almeno che faccia gol il Prato".

Era il Prato di Oliva, Cecconi, Fantozzi.
 
Il mio amore per il calcio è iniziato allora, e solo per il Prato; questa cosa non l'ha capita quasi mai nessuno; ah, sei per il Prato? Si...ma,in serie A?  Mi dicevano.
No, io tifo per il Prato. Cosa c'entra la serie dove si trova una squadra. Io sono di Prato e sono per la squadra della mia città!
Mi ricordo l'invasione di campo per la promozione in serie C, con i vari De Rossi, Cecconi, Oliva, Tognarelli, Pillon, Cassano .... e come dimenticare la rovesciata di Vitale in casa con il Foligno, gesto atletico degno del film Fuga per la Vittoria!!
 
Ed ogni settimana da allora, era un conto alla rovescia per arrivare alla domenica, per andare a vedere il Prato.
L'emozione cresceva man mano che arrivava l'orario giusto per andare allo stadio.
Caldo, freddo, pioggia, vento....non c'era niente che poteva fermare la voglia di andare a vedere la partita.
 
Ero un ragazzino, e costringevo il mio babbo ad accompagnarmi allo stadio, non c'era possibilità di convincermi del contrario.
Un rito era la domenica dopo cena al Bar Europa a sentire i commenti dei vecchi tifosi, con la classifica della C attaccata al muro.
 
Il nostro stadio bisogna ammettere non brilla in fatto di bellezza ed efficenza, anzi occorre impegnarsi parecchio per trovare un impianto che possa dirsi peggiore, ma non sò perchè quando ci vado, mi sembra di essere a casa, provo una sensazione piacevole.
Non per questo che Prato non debba ambire ad avere uno stadio degno dell'importanza della città.
Quando iniziarono i lavori per realizzare le attuali tribune in cemento, io sognavo ad occhi aperti: uno stadio sempre pieno, una grande squadra, tante soddisfazioni e gioia.
 
Un anno poi, accadde una cosa che per me aveva le caratteristiche di un sogno; tre giocatori del Prato vennero ad abitare in un appartamento di fronte a casa mia.
Erano Stefano Guerra, sfortunato ma bravo lottatore, Roberto Labadini, tifosissimo della Juventus (la maglia del Prato fuori dai pantaloncini non era così per caso, erano gli anni di Platini) e Massimo Ceccaroni, per me il più grande genio calcistico che sia stato a Prato negli ultimi 30 anni, ma con dei limiti, che non gli hanno permesso di calcare terreni più importanti.
Per me non esisteva altro che andare a rompere le scatole ai tre, e soprattutto a Ceccaroni, che quell'anno tra l'altro faceva il militare a Bologna, fra gli atleti. 
Diventammo quasi amici, nonostante io avessi 15 anni. Una domenica mi invitò a casa sua a vedere la domenica sportiva. Che ricordi, e che emozione per me poter passare un pò di tempo con quello che era il mio idolo del Prato.
 
E' vero, le delusioni sono state tante, più delle soddisfazioni tolte; quando il Prato giocava bene spesso perdeva oppure gli arbitri sembravano avessero un conto in sospeso con il Prato ogni domenica; sia in casa che fuori.
Quando perdevamo, la tristezza mi entrava prepotentemente nel cuore, e rimaneva per qualche giorno, fino a che non riaffiorava il pensiero che dopo 2 o 3 giorni il Prato giocava nuovamente con la speranza che potesse vincere.
 
Delusioni clamorose come per il gol di Sauro Frutti del Bologna, in casa con lo stadio pieno zeppo.
Delusione per una partita in casa persa con la Reggiana, dominata per 90 minuti su un terreno infame.
Tante trasferte nei campi della C di mezza Italia, con risultati alterni.
 
Anche errori societari madornali, come quello di voler fare dopo l'eccezionale annata culminata con la promozione in C1 con le 23 reti di Vitale, uno squadrone con nomi di spicco, ma oramai a fine carriera e senza stimoli come Trevisanello, Lucchi, Chiodi. Fu l'unico anno in cui l'Ac Prato pensò di coinvolgere il pubblico e sopratturro i ragazzi realizzando il diario scolastico del Prato, che da qualche parte devo avere ancora.
 
Retrocedemmo in C2 senza appello; ricordo i tifosi ad aspettare la sera la squadra al rientro allo stadio dalla trasferta, per la contestazione, con Andrea Toccafondi a sedere sui gradini della tribuna centrale dello stadio a calmare noi tifosi e con le mani tra i capelli (io ero ancora piccolo, ma qualcuno tentò seriamente di menare i giocatori).
 
Poi diverse ingiustizie clamorose fatte ai danni del Prato, nascoste nei campi della serie C soprattutto a metà degli anni 80, senza poterle portare a conoscenza dell'opinione pubblica.
Ricordo a proposito, un gol del Prato ad Ancona, se non erro con Labadini che partì palla al piede dalla propria metà campo, dribblando tre avversari e fecendo gol, annullato per un fuorigioco fantasma. Credo che Mauro Presenti, la prima voce del mio Prato in trasferta, se lo ricordi bene.
 
Delusione per la partita persa a Trento per 2 a zero; un viaggio lunghissimo in treno tanto che ancora devo capire come il Prato perse con i giocatori che aveva....,i tifosi inferociti, con la rete di recinzione del campo divelta e con Galbiati a calmare gli animi, situazione che precipitò poi all'uscita dallo stadio. 
Delusione per la partita persa a La Spezia, con la traversa di Ceccarini che tremò credo per 15 giorni, e gol di Oscar Tacchi.
Delusione per la partita persa a Reggio Emilia, con il sottoscritto in treno al ritorno con la febbre a 39, per il morbillo....porca miseria....
Tanta rabbia e tristezza, è vero, ma con la consapevolezza o forse con l'innocente illusione di poter lottare davvero per qualcosa d'importante. La serie B.


Delusione per lo spareggio per non retrocedere del '90 a Ferrara con il Vicenza (gol ancora di Oscar tacchi).
 
Ma anche soddisfazioni, come lo spareggio per la C1 vinto a Modena con l'Alessandria, che mi sono perso....accidenti...ma visto e rivisto in Tv...con i gol di Ravot, Ceccaroni, e Telesio, con la paura della rimonta ad opera di Marescalco, che in seguito venne al Prato.
Poi il Prato in TV alla Domenica Sportiva, la sera dopo aver vinto per 3 a 0 a Monza.
 
La trasferta in motorino a Pistoia, scortati dalla Polizia per tutto il percorso fino allo stadio; giornata indimenticabile culminata con la vittoria con un tiro di Ceccaroni.
La promozione in C1 con una rimonta impossibile, con la vittoria in casa con il Poggibonsi al 94'.
Fu l'hanno in cui Righetti mi regalò la sua maglia numero 7 a fine partita, che custodisco gelosamente.
 
Ricordo poi innumerevoli partite in casa, i derby con Lucchese, Spezia, Siena, con i tifosi ospiti che passavano sotto l'attuale curva Ferrovia, per sistemarsi pericolosamente sul lato distinti Etruria, con l'immancabile sassaiola e lancio d'oggetti.
 
L'inno Bandiera Biancazzurra, prima della partita ed alla fine, se il Prato aveva vinto.
 
Il periodo delle vacanze scolastiche, quando spesso il pomeriggio andavo allo stadio a seguire l'allenamento del Prato.
 
Negli ultimissimi anni però è stata tanta l'amarezza accumulata e le illusioni di poter lottare per qualcosa d'importante, che io e tanti, tanti ragazzi della mia età, si sono allontanati dallo stadio, e questo mi fa male. 
E' stato il modo con cui è stato fatto calcio dalla Società Ac Prato in questi ultimi anni che è disarmante, senza mai un programma, mai un ambizione, sfruttando solo l'entusiasmo di pochi irriducibili, che solo per questo sarebbe stato giusto rimborsargli anni di biglietti ed abbonamenti, illudendoli con finti traguardi da raggiungere.
 
In un mondo dove i presidenti-tifosi sono sempre meno, o hai la capacità di investire parecchio per avere sia introiti personali e squadra per vincere e salire di categoria facendo divertire i tifosi che pagano il biglietto, oppure devi rassegnarti ad abbandonare.
 
Fortunatamente, mai come ora tifosi, semplici cittadini, organi di stampa e non per ultimo ma forse cosa più importante l'amministrazione cittadina, si stà perlomeno chiedendo se un rilancio del calcio a Prato, possa giovare alla Città, che stà attraversando un momento difficile sul piano economico.
 
L'ultimo anno, è stato il primo e l'unico da oltre 25 anni che seguo il Prato in cui non ho visto nessuna partita.
L'ho seguito talvolta alla radio, e non è certo la stessa cosa.
Io, e come tutti i tifosi biancazzurri, abbiamo fame di queste sensazioni, perchè Prato ed i pratesi meritano di più.
 
In un tempo dove città di ben minore importanza di Prato, si tolgono soddisfazioni a livello calcistico in categorie superiori, ora anche noi abbiamo il diritto ed il bisogno di passare dei momenti in cui vogliamo sentirci fieri di essere pratesi.
 
E proprio il fatto che, parallelamente al declino del Prato Calcio, sia nato questo sito dei tifosi grazie all'intraprendenza ed alla passione dei webmaster ed alla tenacia dei frequentatori del forum che tengono vivo l'entusiasmo e che ringrazio di cuore, sta a significare senza ombra di dubbio che nel tempo i giocatori ed i dirigenti passano, l'amore per il Prato rimane per sempre.
 
FORZA PRATO!
FORZA VECCHIO CUORE BIANCAZZURRO!
 
Alexprato
Mezzana (PO) 23 Luglio 2004